Barbera: un vitigno piemontese dalla forte personalità

 

Barbera ciarìa, Barbera ‘d Davi, Barbrassa e Barbera dou ciorniou sono cultivar locali (ormai rare o rarissime) del germoplasma piemontese che non vanno confuse con il Barbera. I Barberùn, segnalati in varie zone piemontesi, con caratteri varianti rispetto al Barbera, sono nella maggior parte dei casi vitigni distinti dal Barbera. La Barbera riccia verosimilmente è da considerarsi Barbera con evidente sintomatologia virale ascrivibile al complesso dell’arricciamento. La Barbera bianca piemontese è un vitigno che ha in comune con il Barbera solo la forma allungata dell’acino. La Barbera sarda presente in Sardegna, infine, corrisponde in realtà al Carignan.

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Io millantarmi alquanto | Voglio qual mi comanda il folle vino, | Che talvolta i più saggi a cantar mosse | Più in là d’ogni misura, a mollemente | Rider, spiccar salti improvvisi, ed anche | Quello a parlar, ch’era tacere il meglio. (Omero, Odissea)

Vino, alla scoperta del Timorasso

 

Morasso, Timuassa, Timoraccio. Non va confuso con il Barbassese, che è un vitigno ben distinto.

Distribuzione geografica

La coltura del Timorasso interessava un tempo un vasto territorio dell’Alessandrino, dal Novese al Tortonese, e si spingeva fino a Voghera in provincia di Pavia: intensamente coltivato era proprio nel Tortonese orientale, dove oggi la sua presenza perdura sotto forma di filari o piante sparse ma anche, nell’ultimo ventennio, con vigneti in purezza soprattutto nelle valli Grue e Curone, dove la superficie a Timorasso è addirittura triplicata negli ultimi cinque anni.

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